Settimana Santa

Gesù risorge perché il Padre attraverso lo Spirito Santo compie questo miracolo d’amore. È un mistero da scoprire ogni volta: meditare sulla passione e sulla Resurrezione può aiutarci a capire la nostra stessa vita, i suoi dolori, le sue fatiche… Lui è l’esempio da seguire. Non si può che partire da quello che siamo e facciamo, dai nostri talenti e dai nostri peccati e pronunciare le stesse parole che Gesù ha pronunciato prima di consegnarsi al “volere dell’uomo”. La sua risposta d’amore è stata: “Sì, Padre!”. Riuscire a dare questa risposta è dono della Grazia di Dio, Grazia che ci viene data sempre, ogni volta che la chiediamo.

“Ciò che preme davvero a Gesù è la consonanza con il Padre e la perfetta adesione alla sua volontà. Questo lo sostenta e gli dà vigore: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere le sue opere” (Gv 4,34).

Fare la volontà di Dio non è sempre impresa agevole ed indolore, nemmeno per lui. Ce lo rivela drammaticamente l’agonia di Gesù nel Getzémani: “Padre mio, se possibile allontana da me questo calice. Però non come voglio io, ma come vuoi tu” (Mt 26,39).

L’autore della lettera agli Ebrei dà una preziosa testimonianza di quanto fece Gesù per adempiere la volontà del Padre: “Egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo dalla morte e fu esaudito pe la sua pietà; pur essendo figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì” (Eb 5,7-8).

“Sì, Padre” (Mt 11,26): questa pargoletta che cogliamo sulle labbra del Signore è forse il miglio compendio di tutto il suo mondo interiore e la scaturigine segreta di quanto Egli ha detto e fatto”.

Card. G. Biffi, “Identikit del festeggiato”, l’anno 2000

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Tanti auguri di buona Pasqua, che riusciamo anche noi, con Gesù, a dire il nostro sì

Patrizia